Il Santuario delle sette chiese: una “Roma senza Roma”

Il Santuario delle sette chiese: una “Roma senza Roma”
in foto: Veduta di Monselice dal percorso delle Sette Chiese lungo il Colle della Rocca. Foto di Alessandro Vecchi

In Italia esiste una città santa in miniatura che riprende l’itinerario delle sette chiese capitoline. Ci troviamo a Monselice, in provincia di Padova, una piccola città murata situata nel mezzo del verde dei Colli Euganei. La storia di questo luogo è davvero affascinante e per secoli è ha accolto migliaia di pellegrini. Il Santuario delle sette chiese si trova lungo il viale che conduce a Villa Duodo. Il percorso, situato alle pendici della Rocca di Monselice, è formato da sei cappelle e una chiesa, realizzati dall’architetto Vincenzo Scamozzi.

Il Santuario delle sette chiese è legato anche agli innamorati e per la festa di San Valentino vengono organizzati eventi speciali.

Il Santuario delle Sette Chiese

Monselice - Villa Duodo - Chiesa di San Giorgioin foto: Monselice – Villa Duodo – Chiesa di San Giorgio. Foto di Patrice78500

Il Santuario Giubilare delle Sette Chiese è costituito da sei cappelle disposte lungo la via che conduce fino a Villa Duodo, fino all’ultima chiesa che è quella di San Giorgio. Questo percorso è nato grazie a Pietro Duodo, un nobile veneziano, che dopo aver costruito la sua residenza, nel 1605 ottenne dal papa Paolo V la concessione di costruire le piccole chiese come le sette maggiori basiliche romane. Ma la vera conquista di Pietro Duodo fu soprattutto quella di  far ottenere l’indulgenza plenaria ai pellegrini che percorrevano il sentiero, lo stesso privilegio concesso a coloro che visitavano le basiliche romane. Il complesso religioso è stato realizzato dall’architetto Vincenzo Scamozzi ed è considerato una città Santa in miniatura.

Alla zona si accede tramite un portone monumentale, Porta Romana, da dove inizia la via del Santuario. Le chiese romane dell’itinerario sono intitolate a: Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano, San Pietro e San Paolo, Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo e San Sebastiano. Le 6 chiesette ospitano importanti tele di Palma il Giovane e una pala attribuita al pittore bavarese Giovanni Carlo Loth che raffigurano le basiliche romane a cui sono intitolate. La strada conduce fino alla settima chiesa intitolata a San Giorgio. Questa chiesa riveste una particolare importanza, per le relique che custodisce. Nel 1651 furono portati da Roma i corpi di tre martiri e molte relique che sono conservate in un santuario fatto costruire dalla famiglia Diodo a fianco della chiesa. Ad oggi si trovano un cospicuo numero di relique e le salme di 25 martiri cristiani.

La via del Santuario termina sul piazzale di Villa Diodo. Questo edificio fu costruito nel XVI secolo dall’architetto Scamozzi ed ampliata successivamente. Il piazzale presenta al centro una fontana di pietra ed una scalinata decorata con le statue che rappresentano le Quattro Stagioni. La suggestiva scala conduce all’Esedra di San Francesco Saverio, costituita da una nicchia con le sembianze di una grotta intitolata al santo che ha soggiornato qui nel 1537. Da quest’ultimo punto della strada dei santuari verso il torrione di Federico II si può ammirare un bellissimo panorama sulla città di Monselice. La villa è di proprietà dei Balbi-Venier ed attualmente ospida una sede distaccata dell’Università di Padova.

La festa di San Valentino a Monselice

Piazza Mazzini con la duecentesca Torre Civica a Monselicein foto: Piazza Mazzini con la duecentesca Torre Civica a Monselice. Foto di Alessandro Vecchi

Questo luogo sacro è legato anche a San Valentino grazie ad una credenza tramandata da secoli. Tra le salme dei martiri cristiani custoditi nella Chiesa di San Giorgio c’è anche il corpo che si pensi appartenga a San Valentino. Anche se probabilmente si tratta di un nome inventato, la storia del luogo lo lega al Santo festaggiato il 14 Febbraio. La missione di questo santo, però, non era quella di proteggere gli innamorati, bensì gli epilettici. Per celebrare il santo ogni 14 febbraio avviene il rito della benedizione e consegna delle chiavette d’oro che secondo la tradizione proteggono i bambini da questa grave malattia.

Fonte: Il Santuario delle sette chiese: una “Roma senza Roma”

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